El Capitan Freerider: il capolavoro di Alexander Huber nello Yosemite celebra il 20°anniversario

Intervista al climber tedesco Alexander Huber vent’anni dopo la sua prima salita in libera di Freerider, la famosa via d’arrampicata big wall su El Capitan in Yosemite salita con il fratello Thomas nel 1998.

Quest’autunno la via Freerider su El Capitan nello Yosemite celebra 20 anni, due decenni in cui questi 1000 metri sono diventati una delle più famose big wall del mondo. La prima libera di questa variante alla Salathé Wall risale infatti al settembre 1998 per mano dei fratelli, nonché alpinisti e climber tedeschi, Alexander e Thomas Huber. In realtà la linea era stata “scoperta” da Alexander nel 1995 poco prima della sua grande salita in libera – tutta da capocordata – della mitica Salathé. In tutti questi anni Freerider è stata celebrata come la via in libera più facile del gigantesco monolito di granito, attirando comprensibilmente molti dei migliori climber del mondo. Tra cui ovviamente anche Alex Honnold che nel giugno del 2017 ha colpito tutti con l’audace, e per certi versi quasi incomprensibile, free solo proprio di Freerider. Data l’importanza della via e il suo 20° anniversario, abbiamo intervistato Alexander Huber per capirne di più.

Alexander, mettiamo Freerider nel contesto storico. La via è stata liberata durante un periodo di grande attività per te e tuo fratello: prime libere di Salathé Wall tutta da capocordata El Nino, Golden Gate, El Corazon, Zodiac… Yosemite non vi apparteneva, ma in qualche modo era tutto vostro!
A quei tempi El Capitan era il miglior “parco giochi” al mondo per l’arrampicata libera. Lynn Hill aveva aperto le porte a questo paradiso con la sua prima salita in libera di The Nose, e le pareti a sinistra e a destra aspettavano semplicemente in silenzio per essere scalate in libera! Per vari motivi, in quegli anni i freeclimbers statunitensi non erano particolarmente attivi nello Yosemite, quindi abbiamo colto l’occasione e abbiamo salito una via dopo l’altra – in libera!

Quindi parlaci di Freerider. La via più facile per El Capitan
Thomas e io abbiamo effettuato la libera incredibilmente vent’anni fa, ma me la ricordo ancora come se fosse ieri! La libera risale appunto al 1998, però quello che molti non sanno è che in realtà avevo trovato questa variante della Salathé Wall tre anni prima. Nel 1995 il mio obiettivo era di fare la prima salita in libera e tutto da capocordata dalle leggendaria Salathé, ma l’arrampicata in fessura era cosa nuova per me e prima di allora non ero mai stato su una parete così grande. El Capitan era quindi un’esperienza completamente nuova. Prima di iniziare sulla Salathé ho notato un modo possibile per bypassare la sezione chiave in alto, la famigerata Headwall. Con il mio telescopio ho notato che a sinistra della headwall c’erano alcune fessure bellissime che più in alto si ricongiungevano al tracciato della Salathé. Dal prato sotto El Capitan questa variante sembrava molto più semplice della linea originale!

Quindi hai deciso di salire e scoprirlo
Sì. Dopo un primo tentativo sulla Salathé con Gottfried Wallner, mi sono calato dall’alto per verificare la fattibilità di questa variante. È stato davvero emozionante, era la prima volta che usavo un Soloist (un attrezzo che permette di arrampicare auto-assicurato in solitaria, ndr) e poche ore dopo avevo già salito la nuova variante della headwall, ora conosciuta come Freerider. Avevo salito tutti i tiri in libera, da solo ed auto-assicurato, e nessuno dei tiri superava il 5.12. Era quindi una alternativa perfetta, se non fossi riuscito a salire in libera i tiri chiave della Salathé.

Chi sapeva di questa variante?
Soltanto Heinz Zak che mi ha assicurato poco dopo durante la prima libera della Salathé, ed il giornalista statunitense Jeff Achey. Con il binocolo Jeff aveva notato dal prato di El Cap Meadow che avevo fatto un traverso verso sinistra, e mi ha chiesto cosa stavo combinando lassù. Gli ho spiegato che avevo aggiunto questa nuova variante. E gli ho chiesto di tenere il segreto, perché dopo la mia libera della Salathé non avevo un compagno di cordata per Freerider – e naturalmente volevo ancora salire tutta la via in libera in giornata.

Davvero non riuscivi a farlo subito, o più tardi in quell’autunno?
Sfortunatamente dopo aver liberato la Salathé, non sono riuscito a trovare nessuno sufficientemente motivato da assicurarmi sulla via. Subito dopo Yosemite sono andato al Latok II in Pakistan. Ci sono voluti altri tre anni prima che potessi tornare nello Yosemite, perché nel 1996 ho dovuto fare la mia tesi di laurea, nel 1997 mi sono laureato in fisica e ho iniziato il mio dottorato. Sono finalmente tornato nel 1998 con mio fratello e dopo aver completato la prima libera di El Nino, era finalmente giunto il momento per Freerider in giornata!

Com’è andata quel giorno con Thomas?
Allora, dopo El Nino abbiamo dovuto aspettare un po’ perché Thomas si era leggermente infortunato alla spalla. Quando si riprese, siamo partiti. E’ stato un giorno magico. Le fresche temperature dell’indian summer (ndr Estate di San Martino) mi hanno permesso di salire tutta la via senza mai cadere. Dopo la magica prima libera in giornata di The Nose da parte di Lynn Hill, siamo quindi diventati i ​​secondi a salire El Capitan in giornata e in libera!

Avresti mai immaginato che Freerider un giorno sarebbe diventata così popolare?
Sì, già nel 1995 sapevo che Freerider sarebbe ben presto diventata molto famosa. Per me, Freerider è qualcosa come “Astroman 2000“, la vedevo come l’equivalente della famosa via Astroman, ma appunto qualcosa per il nuovo millennio. È di gran lunga la salita in libera più facile di El Capitan, perlopiù in una posizione straordinaria.

In tutta onestà, avresti potuto immaginare che qualcuno l’avrebbe salita slegato un giorno?
Allora, dopo la mia salita solitaria della Hasse – Brandler sulla Cima Grande di Lavaredo nelle Dolomiti ho pensato all’idea di salire El Capitan in free solo. Sapevo però che sarebbe stato un compito davvero difficile per me, dal momento che Yosemite è così lontano da casa mia. Per una free solo di questa portata è necessario investire un’enorme quantità di tempo per conoscere intimamente ogni singolo centimetro della via. Per me questo era semplicemente impossibile, dato che dovevo attraversare metà mondo per tentare questo progetto. E ad un certo punto sono arrivato alla conclusione che questo era un progetto per la generazione futura.

Ti ha sorpreso la free solo di Alex Honnold?
Sapevo che Alex lavorava a quel progetto da qualche tempo. Quindi non è stata una sorpresa completa, no. Tuttavia è stato incredibile quando finalmente l’ha fatto. Sapevo che era sufficientemente forte dal punto di vista mentale, quindi sapevo anche che se il momento giusto fosse arrivato, se le stelle si fossero allineate, allora l’avrebbe fatto. Che impresa incredibile! La via è difficile dall’inizio fino alla fine, è necessario rimanere completamente concentrati per 1000 metri, non puoi permetterti di commettere nemmeno il minimo d’errore. Alex ha portato l’arrampicata free solo al livello successivo, e questo è uno dei grandi capolavori della storia dell’arrampicata.

Presumibilmente non soltanto a causa dei tiri difficili ed esposti sulla headwall, posti così in alto sopra la valle?
No, non solo. Anche a causa della parte bassa, chiamata Free Blast. Alcune sezioni sono davvero problematiche perché semplicemente non ci sono prese. Non ci sono tacche degne di questo nome, ti affidi soltanto all’aderenza mentre superi una sezione di roccia completamente liscia. Non è quello che vuoi quando stai facendo una free solo. Questo dimostra quanto sia complesso quel progetto.

Hai parlato di nuova dimensione. Se guardi al futuro, puoi immaginare la prossima nuova dimensione?
A fatica. Direi la Salathé free solo. Sì, un giorno qualcuno la farà, senza dubbio. Ma mi piace pensare che se Honnold ha capito bene come funziona la vita, allora lascerà perdere. Ancora una volta, questa è una sfida per la generazione successiva.

Sembrano parole di buon senso
Beh, è esattamente come le cose si sono evolute per me. Avevo fatto la mia porzione di free solo poi, dopo aver salito senza corda Locker da Hocker nel 2008, mi sono reso conto che ero felice per quello che avevo realizzato e volevo guardare avanti. Non bisogna dimenticare che il free solo è davvero molto rischioso. Anche per i migliori climber che apparentemente hanno tutto sotto controllo.

Info: huberbuam.de, FB Huberbuam, Instagram Huberbuam

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